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domenica, 18 maggio 2008

Incidente in paradiso

di Federico Salvatore

Ascoltatela...

S: Salvatore
F: Federico
SG: San Gennaro
SA: Sant'Ambrogio
C: Cronaca
D: Dio


(scontro d'auto, suono di clacson, sirena d'ambulanza)

S: - Mamma mia bella, guarda chiss' cannu cumbinat'!
Presto, chiamat' a un....chiamat' a un...commu s chiama...a un...ah, un ginecologo!-

F: - Addio, mondo crudele. Vivere è stato gaio, è ver... -

S: - Ah...i aggià fottut' all'usuraio...Azz! -

(uccellini del paradiso)

F: - E' permesso posso entrare? Voglio un posto in Paradiso.
M'hanno detto di parlare con S.Pietro di preciso.
Sono morto da un'oretta col Ferrari a due e quaranta:
ho incrociato per disdetta uno stronzo co' una Panda. E' ver'...Una panda...E' ver'... -

S: - Sant'Antonio e quanti 'scale, ma addo'sta stu Paraviso?
E' permesso, posso entrare? Sono fresco fresco ucciso!
Permettete una domanda, ce sta uno co' u Ferrari?
Sono quello della Panda! So rimasti sul'e fari! Azz! Azz! -

F: - Ehi, ma chi è questo...Questa voce non mi è nuova.. ah! Chi non vive si rivede!
Pure qui ci si ritrova? Mo' vedrai che ti succede!
Tu non sai brutta canaglia che anche qui c'ho il privilegio
perché tutta 'a mia famiglia è protetta 'a S.Ambrogio! E' vero..
Ambrogino...senti senti l'uccellino...Ma chi sono Cip e Ciop?!? -

S: - Ué bello! S.Ambrogio di Milano sarà pure un grande santo
ma tu stive contromano! T'anna visto tutti quanti!
L'adesivo 'e S.Gennaro ca' sta' 'ncoppa 'o parabrezza
ha strillato "..mmm..cchinaro! Ma addò va sta cap'e..Azz!" Azz! -

SA: - Welà, welà! Ma chill'è chesch'il che parla e discute il mio prestigio?
Ma va là che sei un pirla te lo dice il Sant'Ambrogio!
Sì, Gennaro l'è un Santon ma, l'è vecci, l'è surpassat!
E' poi tutti sti terun li han purtat tutti a Milan! L'è ver!
Lo dice anche l'Umberto! L'è ver... -

SG: - "'O dice pure Umberto!" Né Ambrò ma stai 'mbriaco? O 'e fummato nu spiniello?
Vuo' vedé ca' S.Gennaro mo' te manna ao' cardarelli?
Sarò vecchio ma 'sti 'mmane sanno ancora fa' a cazzotti:
mo' me levo 'a maglia 'e lana e succede 'o 48!
Vieni sotto.. lasciatemi.. Vieni sotto ca' succede 'o 48! Lasciatemi! e nun me manteniet' ca' succede o 48! Vieni sotto! -

(musica di Rocky)

C: - Dall'Eden Garden Paradise, l'incontro valevole per il titolo mondiale dei pesi morti:
San Gennaro, scuderia Vesuvio contro Sant'Ambrogio, Madonnina Virtus! -

(Tifo da stadio) (urlo: Adrianaaa! Adrianaa!) (campanella del ring)

C: - Nell'angolo di destra vediamo S.Gennaro, pantaloncini azzurri e asciugamano chiaro.
Nell'angolo a sinistra si scalda Sant'Ambrogio che porta, come Agnelli, sui guantoni l'orologio.

E' vero. (trombetta da stadio).

E' Vero. (trombetta da stadio).

C: - Annuncia il primo round, girando moscia moscia,
col cartellone in mano Santa Rita da coscia.
I pugili son tesi ma appena suona il gong,
Ambrogio sembra Rocky, Gennaro King Kong! Azz! Azz! -

C: - Tifosi per Ambrogio i defunti altolocati,
che battono le mani dai posti numerati
ma dalla curva sud, in un fumo di malboro,
si alza un cherubino e fa partire il coro:
"S.Gennaro è meglio 'e Pelé! C'amma fatto 'o mazzo tanto pe l'avé!" -

C: - Ambrogio, guardia a destra, prende l'iniziativa:
con l'occhio della tigre colpisce, para e schiva!
Invece san Gennaro, con l'occhio un poco a bue dice:
"Se ti prendo, Ambrò, ti spiezzo in due! Azz.." -

C: - Il pugile ambrosiano ha una tecnica eccellente
mentre il napoletano incassa solamente,
S'aggrappa all'avversario, ha già finito il fiato,
e tira a malrovescio un colpo disperato.
Un misto fra un cazzotto, un pacchero, un papagno
e fa 'na capriola che sembra l'uomo ragno.
Stupore generale, Ambrogio, il favorito, ha preso solo un colpo
e cade giù al tappeto! -

(trombetta da stadio)

C: - La folla va in delirio, Gennaro sale in gloria
ma l'arbitro lo blocca e annulla la vittoria!
Gennaro è perquisito e viene colto in fallo:
nel suo guantone destro c'è un ferro di cavallo! Azz! Azz! -

SG: - "Io so superstizioso! La verità è una:
il ferro di cavallo è il mio portafortuna,
lo porto sempre in tasca, ma senza pantalone,
Signò senza volere, l'ho messo nel guantone!
Azz.. Azz.." -

C: - Azz... Azz...Gennaro vien portato davanti al Padreterno che dice: -

D: - Queste cose le fanno giù all'inferno!
Se ne combini un'altra ti levo il meridione.
Ti giuro che da Napoli ti sbatto a Pordenone! E' vero...Azz...
E io poi sono il padre eterno, devo essere imparziale: se dico "E' vero..."
devo dire pure..."Azz!"

C: - Gennaro gli risponde: -

SG: - Mi metto sugli attenti.. ma se mi trasferisci,
perdi gli abbonamenti! Con tutti i Marocchini che girano giù in città,
la gente facilmente passa da qua.. Allah! -

(musica araba)

SG (cantando): - Allàh, allàh, t'ho bettino o' marraggià,
piglia a' caio e parta là,
chigli è peggi' o Alì Babbà,
e nun ce sta nient' a fà.
Arm' arm' arm' à. Arm!
"Non calpestare i fiori del deserto!
Non calpestare la cacca del cammello!
Come disse Pino S. Daniele,
l'inventore del prosciutto crudo,
Arm!" -

sussurrato da: naadirahenjoys alle ore 22:34
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domenica, 18 maggio 2008

" Cara A.,

ti scrivo una lettera sul mio blog per dirti che non sei te ad aver adocchiato me, ma il contrario. Ti ho salvata bene in testa ogni volta che, senza mia richiesta, sei intervenuta negli argomenti di "prostituzione" virtuale, dandomi della volgare ipocrita.

In genere, quando ho qualcosa da dire a qualcuno, mi piace la voce diretta. Non sarebbe male sentirci un giorno o l'altro e finalmente conoscerci, perché siamo nate già nemiche, e mi sembra una situazione alquanto bizzarra, a tratti divertente, stavolta fastidiosa, lo capirai anche tu.

Non so se conosci il "Carnet di ballo di una Cortigiana", scritto da Grisélidis Réal. C'è una frase che mi piace e te la riporto: "Mi auguro che tutti gli uomini che vengono da noi, gli "stanchi e oppressi", come scritto nella Bibbia, quelli che salviamo dal suicidio e dalla solitudine, oppure quelli che tra le nostre braccia e nelle nostre vagine ritrovano lo slancio vitale di cui altrove vengono defraudati, quelli che vanno via con i coglioni leggeri e il sole nel cuore, la smettano poi di infastidirci, di giudicarci, rinnegarci e accusarci. La piantino di usare i manganelli, di portarci in galera, di prendere i nostri bambini per affidarli all'assistenza pubblica, di rinchiudere gli uomini che ci amano e quelli che amiamo noi. Si ammetta una volta per tutte che siamo belle, utili, desiderabili ed esperte, e ci venga riconosciuto il merito di provocare erezioni e di fare eiaculare migliaia di uomini. I soldi guadagnati con il sudore dei nostri culi e dei nostri cervelli sono nostri, ce li siamo meritati. Onorateci e rispettateci come nell'antichità, quando i poeti ci hanno cantato e celebrato come Regine".

cortigiana

Ecco, questa è la mia esperienza virtuale. Non reale, tengo a sottolineare. Nel mio sdoppiamento ho creato un personaggio completamente diverso da me, o forse per indole somigliante almeno vagamente. Mi sono messa davanti a Naadirah più volte per parlarle e conoscermi meglio. Ed ho visto le reazioni della gente nel metaverso, reazioni di odio, di pregiudizio, persone che non mi hanno mai parlato. Proprio mai.

Ti consiglio un'altra lettura: Sarka, di Claudio Forti. Mi sembra che tu abbia criticato in passato chi "tradiva" virtualmente. Prova a metterti nei panni di chi lo fa, come in questo romanzo. Forse alla fine della lettura, eviteresti di giudicare affrettatamente. Nessuno meglio di Claudio ha saputo descrivere quello che succede a chi crea una seconda identità nel mondo delle chat.

sarkacop

Potrei farti un elenco della grandezza di tante cortigiane del passato, ma evito, ci sono libri appositi che dimostrano quanta invidia abbia infangato la loro immagine.

Questo per spiegare, per sommi capi, da dove potrebbe nascere la tua immotivata ostilità. Non avrei problemi a conoscerti e a parlarti, ma tra persone REALI. Non avrebbe senso continuare a far litigare i nostri due pupazzetti.

Tu stessa dici che scrivo bene. Mi fa piacere tu abbia gradito le mie poesie a settembre. Anche se non mi è piaciuto che tu andassi a cercare la fonte di esse, riportando un link che riguarda un mio passato. Sono stata costretta a rendere privato quel blog che riportava informazioni personali.

Io a Salimar sono stata bene, gli eventi culturali (cui non sei mai venuta, perchè?) sono andati benissimo, non tanto per questioni numeriche di traffico, ma per le emozioni che abbiamo regalato. E anche l'ultima serata ha visto sorgere emozioni, seppure di odio, come si confà a personaggi caratterizzati da forte passionalità. C'è stata anche una dichiarazione d'amore. Quello è il momento che ricorderò di più. Ma nessuno ci avrà fatto caso...

C'è qualcuno che ha scritto: "Naadirah era meglio quando non amava Gold". Posso rispondere col fatto che (se si riferiva ai miei scritti), la migliore scrittura viene fuori col dolore, esattamente come la malattia lascia segni sul corpo (cfr. Paky). Credo che invece la felicità porti a scrivere di meno, e senza trasmettere quel pathos tipico di chi soffre. Non è un mio problema, ma un problema di chi legge. Io non mi sento peggiorata, non mi sento migliorata. Sto vivendo un'esperienza, e le esperienze fanno crescere.

Ti saluto e ti auguro di guardare le cose con occhi più sereni di quanto dimostri.

Tua "nemica" non volontaria,

Naadirah".

sussurrato da: naadirahenjoys alle ore 10:20

sabato, 17 maggio 2008

 gomorra

"Gomorra, film al limite tra narrazione, ricerca e analisi. In alcuni tratti può sembrare addirittura un documentario sul cosiddetto “sistema” ovvero la criminalità organizzata campana.

La pellicola preferisce presentare ed esaminare vari personaggi, ognuno con la propria “routine quotidiana criminale”, piuttosto che offrire allo spettatore una vera e propria trama.

Scelta sicuramente adeguata per chi come Saviano e Garrone vuole denunciare il danno enorme che da anni la camorra infligge alla Campania.

Un “viaggio” criminale che attraversa tutte le età: dal ragazzino che subisce il fascino della figura del malavitoso, al giovane criminale stroncato nel pieno della sua “carriera”, al vecchio capo che ormai non conta più nulla e che deve vivere con un vitalizio passatogli dal clan…

Il messaggio finale fa capire che in quel contesto nessuno è libero poiché nessuno ha la libertà di scegliere, nemmeno i boss.."

Paky

"Un film che colpisce per la perfetta recitazione degli attori, sembra di osservare le vicende che si susseguono spiando dal buco della serratura. Scrive Saviano nel suo libro "Si crede stupidamente che un atto criminale per qualche ragione debba essere maggiormente pensato e voluto rispetto ad un atto innocuo. In realtà non c'è differenza. I gesti conoscono un'elasticità che i giudizi etici ignorano", e rivedo l'immagine del ragazzino che fa il provino per entrare nel clan, che inizia la carriera facendo la "vedetta" nel cortile, finisce per dover scegliere da che parte stare.

E' del tutto naturale, non c'è bisogno di pensarci su, sei nato lì dentro e compi azioni che ritieni legittime. E' questa la vera tragedia. Bambini che crescono con la convinzione di essere dalla parte del giusto. Futuri adulti che non si potranno più recuperare.

Amaro in bocca, il finale. Il libro è un vero pugno nello stomaco, soprattutto per chi è nato in quelle zone e ne ha sentito l'odore, prima di scappare.

Di Garrone ho amato "Primo Amore", e prima ancora "l'Imbalsamatore". Mi piacciono i primi piani, veritieri, gli attori che recitano con lo sguardo. Mi piace meno l'uso della digitale, sembra che al cinema non potrò andare più. Ogni volta che rientro a casa devo correre in bagno a vomitare....

Naadirah

 

sussurrato da: naadirahenjoys alle ore 10:03

venerdì, 16 maggio 2008

Scena 2

Dissolvenza in nero in entrata

Lui in bagno, lei in camera da letto.

Lei: "Se la prenderanno con quel ragazzo"

Lui: "Non credo"

Lei: "Me li immagino confabulare contro di lui, è l'unico che mostra coraggio"

Lui: "E' una sua caratteristica, ma non gli succederà nulla, stai tranquilla"

Lei: "Mi dispiacerebbe.."

Lui: "Ti dico di stare serena, importante è metterci una pietra sopra"

I due si baciano.

Lei: "Pronto?"

Escono. Porta che si chiude.

Dissolvenza in nero in uscita.

sussurrato da: naadirahenjoys alle ore 15:14
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venerdì, 16 maggio 2008

Scena I

Dissolvenza in nero in entrata

Lui in camera da letto, lei nel bagno.

Lei: "Cinema o concerto?"

Lui: "Gomorra, senz'altro.."

Lei: "Siamo in tema in effetti.."

Lui: "Esagerata.."

Lei: "Sei stato troppo buono, al posto tuo sarei andata più a fondo"

Lui: "Cioè?"

Lei: "Avrei salvato tutta ma proprio tutta la documentazione."

Lui: "Ho mal di testa solo a pensarci.."

Lei: "E' la mia mania di protagonismo forse"

Lui: "Tu sei protagonista"

Lei: "E' la mia voglia di pubblicizzarmi!!"

Lui: "Sì, per un pubblico di sì e no venti persone.."

Lei: "Dici che mi pubblicizzo meglio se vado al mercato e vendo pesce?"

Lui ride.

Dissolvenza in nero in uscita.

sussurrato da: naadirahenjoys alle ore 15:10
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venerdì, 16 maggio 2008

La nostra invidia dura sempre più a lungo

della felicità

di coloro che invidiamo.

(Francois De La Rochefoucauld)

sussurrato da: naadirahenjoys alle ore 14:59
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giovedì, 15 maggio 2008

RIPOSO

Vorrei ascoltare del blues

e poggiare la fronte sulla tua

succhiarti il labbro inferiore

giocarci con le dita

Vorrei essere Te

per provare quello che senti

quando ti tocco

per scoprire il tuo piacere

Vorrei svegliarmi e osservarti

preso dal tuo sonno bambino

per una volta

farlo prima di te

Vorrei che questo male intorno

si trasformasse in ali

e volasse via ma poco distante

perchè ci ha letteralmente fusi

e ringraziamo esausti

sudati e rilassati

in un riposo estivo di luce rosso e oro.

(In foto: Riposo, C. Tortora)

sussurrato da: naadirahenjoys alle ore 19:42
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giovedì, 15 maggio 2008
libro

La scena è stata questa: io al computer e Paky in giro per casa. Rientra in sala e mi trova immobile e silenziosa davanti a ciò che leggo. Mi chiede cosa succede. Giro lentamente la testa verso di lui. Dice che ho parlato a labbra strette, di pietra anche quelle, e gli ho detto lentamente: " Me lo pubblicano...". "Chi? Come? Quando?", lui rideva. A quanto pare mi sono sbloccata solo dopo qualche ora.

E così la mia storia in Second Life diventerà un libro. Tutto quello che mi è capitato, le mie avventure di escort, i clienti, il forum, il branco, il mio primo amore trasformato in odio, la storia d'amore con Paky. Tutto verrà immortalato. Ed io ancora non riesco a crederci.

Poco tempo fa Paky era in casa mia a leggerlo e rileggerlo per trovare gli errori che mi erano sfuggiti. Ogni capitolo corretto un brindisi. Il vino ha bagnato i nostri sorrisi ed è stato testimone di questo rapporto che è cresciuto, si è rinsaldato, ha rivoluzionato la mia vita. Io che volevo restare single per sempre, adesso condividerò con questo ragazzo anche la mia casa. In effetti non ha molto senso passare 20 ore su 24 al telefono. Se c'è un'esigenza fisica bisogna soddisfarla.

Second Life è stato importante, basilare, per la mia crescita come scrittura e per la conoscenza del mio compagno. Ricordo ancora Terence Back, nei nostri primi incontri, quando mi lesse ad alta voce un pezzo del mio blog, facendomi sentire, da estranea, che era davvero emozionante. Le sue parole: "Pubblicalo, hai talento.. credici.." sono state la spinta decisiva. Leòn, che veniva a trovarmi e continuava a ripetermelo: "Che aspetti? sono sicuro di ciò che dico.. verrà pubblicato!". E gli amici di Salimar.. Jacaranda.. Jozeph.. Wapy.. vi ringrazio caldamente davvero tutti.

Ci sono stati momenti in cui avrei mollato, in cui non mi sentivo sicura, sono disfattista per natura, e se non fosse stato per Paky probabilmente nessun editore avrebbe ricevuto il mio racconto. Hanno tentato di sporcarci, di disfarci questo piccolo paradiso, col pettegolezzo, con l'invidia, l'intolleranza, nel nostro amato mondo virtuale. Nel reale invece la gente è felice per noi. Nel reale ci sentiamo più leggeri. Proprio per l'importanza che abbiamo dato al metaverso, come base di partenza per la nostra creatività, le nostre idee, le relazioni che si sono create, dall'altra parte le maldicenze hanno ferito, e forse più Paky di me, (ci ero abituata).

Fatto sta che ci prendiamo una pausa, e non significa scappare. Faremo ancora serate letterarie, discussioni, a Salimar, tra qualche tempo. Ma per ora dobbiamo "disintossicarci" e soprattutto dedicarci l'un l'altro in questa realtà che si prospetta intensa, serena, fatta di piccole grandi cose.

Questo è il periodo in cui io mi dedico al fare collane con pietre indiane. Ne faccio tante, donne della mia città le indossano e spargono la voce. E' il periodo in cui organizzo spettacoli di danza. Il periodo in cui vado al mio mare per ritrovarmi a luglio già abbronzata e perché mi piace quel calore che si avverte nei mesi primaverili. Certo, non è paragonabile al mare di Salimar, ma in un certo senso lo considero simile. Lo lego ad un senso di pace e tranquillità interiore che da sempre mi trasmette.

E in tutto questo ci sarà Lui. Sarà strano, sarà difficile, sarà anche divertente, e splendido. E' ciò che voglio. Che si prenda cura di me, così giovane ma così protettivo e rincuorante. Inizierò un secondo libro, stavolta niente di autobiografico, o forse sì ... qualche traccia di noi c'è sempre negli scritti. E quando torneremo in Second Life, saremo ancora più ricchi dentro, e di sicuro più sereni di adesso.

C'è stato un odio "generale" verso nemici "costruiti" dal proprio immaginario che ci ha visti coinvolti, senza tentare nemmeno di conoscerci a fondo, il tutto nato probabilmente da problemi personali inconsci... nel reale io e Paky siamo persone amate come tutti. Strano ritrovare ostilità nel virtuale, se è vero che qui viene rispecchiata la propria personalità. Significativo, direi.

Una volta Trilly mi disse che non sopportava chi sfruttava Second Life per scrivere un libro sparendo subito dopo. Sono certa che capirà che il mio è un caso differente. Che forse sono stata l'unica persona che ha scritto ciò che davvero ha provato e vissuto. Ringrazio lei ed Ash per avermi seguita fin qui.

Il rumore che è stato creato nel finale del nostro primo capitolo di storia virtuale voleva essere una lezione morale. Volevamo dimostrare la debolezza dell'animo umano, esasperata dietro la maschera di un monitor, ma siamo certi che le vostre persone reali sono diverse, e che se ci incontrassimo per strada tutto prenderebbe altra piega. I fantasmi virtuali si dileguerebbero per lasciare spazio a sensazioni visive e tattili che potrebbero stupire, confondere, far cambiare il proprio punto di vista.

Finisco con un consiglio. Questa voglia di stringere relazioni amichevoli attraverso internet e che vi fa creare dei gruppi, concentratela di più dal vivo. Rischiamo di diventare sempre più orsi. Sempre più distanti da chi ha bisogno davvero di noi.

"Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l'altro s'allontana. Oh no! Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai; Amore non muta in poche ore o settimane, ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio; se questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato" (W. Shakespeare)

sussurrato da: naadirahenjoys alle ore 07:26

mercoledì, 14 maggio 2008

lice

"Paky, sono costretto a sollevarti dall'incarico di moderatore per questione riservatezza affare "Naadirah Graves"... preferisci renderlo pubblico o vuoi far passare sotto silenzio?"

richiamo foresta

Il Branco. La differenza tra capo-branco e capo-gruppo. Il branco che si unisce per istinto animale, come succede a Buck, il cane protagonista del romanzo di Jack London.

lila_dice_CTL

Il branco nelle forme umane raggiunge livelli di violenza inaudita. Chimo descrive una scena di violenza sessuale angosciante..

esclusa

Il branco come pettegolezzo. Condurre la propria vita in base a "ciò che dice la gente". Sentirsi esclusi per una menzogna che diventa verità a furia di essere raccontata.

KUNDERA_scherzo0

Il branco come unione ed esclusione del diverso modo di vedere nel mondo della politica. Come ne Lo Scherzo, dove il protagonista viene espulso dal partito per "atteggiamenti individualistici".

Il branco nel virtuale.

Il forum, l'estromissione di Paky come moderatore avvenuta per questioni personali passate sotto silenzio. Ed un inconscio desiderio di una persona che è diventato desiderio di tutti gli altri. Un'area di scrittura inaccessibile in cui i "capi" virtuali disprezzano apertamente ciò che scrivono gli utenti, e già solo questo sarebbe passabile di denuncia...

La serata finita in stile processo, ma anche la lezione morale.

Come si cambia dietro un monitor, come la nostra rabbia si esprime liberamente sotto forma di presunta imparzialità. Come traiamo forza dall'approvazione altrui, creandoci nemici che non esistono.

Ero a Palermo. C'era un gruppo di chat molto unito. Li frequentavo. Qualche uomo del branco ci provava, qualche altro aveva la moglie a fare da guardia. Divenni l'amante di uno sposato (la moglie non frequentante la chat). Divenni il capro espiatorio. Non mi invitavano più ai raduni.

Si incontravano spesso in un locale, gestito da un ragazzo della chat. Lui un giorno mi chiamò per proporre: "Andiamo al mare?". Passammo una giornata tranquilla a raccontare delle nostre vite. Di fronte al tramonto mi disse: "Ma non sei così terribile come ti dipingono..". Lo portai a teatro quella sera, era la sua prima volta. I cellulari spenti. Il branco a chiamare ripetutamente entrambi. A scrivere nella chat: stanno trombando. Lui a dire che eravamo a teatro. Tutti a ridere: "Tu a teatro?".

Io divenni la "puttana", quella che rubava i mariti. Il pericolo. Gli dissero: "Scegli, o lei o noi. Se sceglierai lei non verremo più nel tuo locale". Erano clienti abituali, erano in venti circa. Una bella perdita. Lui rispose: "Scelgo la mia amica". Lo abbandonarono. Dopo qualche tempo il locale ha chiuso, ed ora Piero è in Lombardia a lavorare, marito e padre.

E del branco cosa è rimasto? Col tempo si sono sbranati tra di loro. Andate via le prede, è successo di tutto.

Questa è stata amara realtà.

Della virtualità attuale io ho solo Paky.

Gli eventi di quest'ultimo mese, rispetto a ciò che è accaduto a noi due, sono stupidaggini. Episodi che ci hanno stimolato a scrivere e a creare una serata, l'ultima di questo ciclo.

"Paky e Gold sono la stessa persona ed è la prima volta che lo scrivo pubblicamente. Niente è mai stato scritto ufficialmente prima di questo post.

Ti amo Paky.

Grazie di tutto.

(In sottofondo il brano di Roberto che non siamo riusciti a sentire bene..)

Non voglio che tu sia lo zimbello del mondo
Ti lascio il sole, che lasciò mio padre a me.
Le stelle brilleranno eguali e uguali ti indurranno le notti a dolce sonno
.
Il mare t’empirà di sogni.
Ti lascio il mio sorriso amareggiato. Fanne scialo ma non tradirmi.
Il mondo è povero oggi.
Si è tanto insanguinato  questo mondo ed è rimasto povero
Diventa ricco tu, guadagnando l’amore del mondo.
Ti lascio la mia lotta incompiuta e l’arma con la canna arroventata.
Non l’appendere al muro, il mondo ne ha bisogno!
Ti lascio i simulacri degli eroi con le mani mozzate,
ragazzi come te che non fecero in tempo ad assumere austera forma d’uomo,
Madri vestite a bruno. Fanciulle violentate.
Ti lascio la memoria di
B
elsen e di Auschwitz.
Fa presto a farti grande.
Nutri bene il tuo gracile cuore con la carne della pace del mondo, ragazzo, ragazza.
Impara che milioni di fratelli innocenti svanirono, un tratto, nelle nevi gelate, in una tomba comune e spregiata.
Si chiamano nemici. Già, i nemici dell’odio.
Ti lascio l’indirizzo della tomba, perché tu vada a leggere l’epigrafe.
Ti lascio accampamenti di una città con tanti prigionieri
Dicono sempre sì, ma dentro loro mugghia l’imprigionato no dell’uomo libero.
Anch’io sono di quelli che dicono di fuori il sì della necessità, ma nutro dentro il no.
Così è stato il mio tempo.
Gira l’occhio dolce al nostro crepuscolo amaro.
Il pane è fatto pietra, l’acqua fango, la verità un uccello che non canta.
E’ questo che ti lascio.
Io conquistai il coraggio di essere fiero.
Ma tu sforzati di vivere, salta il fosso, da solo, e fatti libero.
Attendo nuove. E’ questo che ti lascio.

                                                                                       Kriton Athanasulis

sussurrato da: naadirahenjoys alle ore 18:22

mercoledì, 14 maggio 2008

45

Serata Il Branco

Quando conobbi il mondo delle chat, otto anni fa, rimasi impressionata dalle relazioni di interdipendenza che si creavano tra utenti di una stessa "stanza", come accade tra soci di un club o di un partito politico.

Il mio secondo racconto parlava proprio di episodi che mi hanno vista protagonista, e non so perché, ma nel momento in cui mi sono ritrovata di nuovo nella situazione medesima, ho avuto ispirazione per un romanzo-diario. Si vede che il tema mi sta molto a cuore.

Stasera affronteremo le varie forme di gruppo e di branco nella vita reale attraverso letture di autori importanti. Per finire a lasciarvi parlare a ruota libera di quello che ha coinvolto diverse persone che avranno coraggio e voglia di raccontare la propria esperienza nei gruppi virtuali.

46

Quello che penso è abbastanza chiaro. Mi ha vista protagonista ben poco, ma ha toccato da vicino una persona a me cara. Fino a quel momento non mi ero resa conto del funzionamento di quel forum dove la persona scriveva spesso. Gli ho chiesto quindi il favore di leggere approfonditamente e conservare qualcosa che potrà essermi utile per altri progetti. E ho capito che..

E' come ritrovarsi in un paesino governato da una decina di personaggi-militari che hanno creato una sorta di "regime". Questi "capi", considerati tali dagli altri utenti, partecipano con messaggi infiniti, a volte più degli stessi utenti, tanto che all'inizio, essendo tarda a capire certi meccanismi, non avevo intuito il loro ruolo. Sono talmente presenti da far pensare ad un loro modo di volersi imporre e tenere il controllo su tutto ciò che viene riportato scritto, come firme di moschettieri fatte con la spada, o colpi di pistola in aria. "Io ci sono e ti controllo, ho il potere su di te", questo è il messaggio intrinseco che si avverte.

8F

Lo stuolo di utenza è costretto a farseli amici per paura di essere richiamati fino ad arrivare alla cancellazione dell'account. E allora tutta una serie di messaggi sviolinatori, adulatori, ruffiani. Un modo presunto di "campare". Il personaggio nuovo che entra e dice la propria, viene abilmente attaccato dallo stuolo di persone ancorate tutte intorno allo stesso palo, tanto da tramortirlo prima ancora di tentare di fare parte del gruppo. Gli esempi sono davvero tanti e incredibili. Mi ricordo un episodio. Una persona riportò il link di un video che riguardava Second Life. Le risposte a raffica furono: Lo abbiamo visto già cento volte! Come dire: chi cavolo sei? non sai niente..

Episodi che impediscono volutamente all'utente nuovo di continuare con la sua presenza magari costruttiva su uno spazio che dovrebbe riguardare tutti coloro che fanno parte del metaverso (e sappiamo tutti quali effetti positivi riscontriamo se il numero di personaggi aumenta). Per questo molti lasciano quello spazio. E restano sempre i soliti trenta, quaranta da una vita. Anche noiosi. Mai niente di fresco e di nuovo.

90

Come diceva ieri il mio nuovo amico del metaverso Zorro, deve essere la stessa "goduria" che si prova quando si combatte in un videogioco e si vince. Anche da adulti, l'ebbrezza del potere ("mi sentivo un dio") ha la meglio sulla razionalità.

Lo so, stasera ci saranno polemiche, dispetti, accuse, sviolinate ulteriori. E' scontato. Io mi lascerò cullare dalle letture dei doppiatori e dalle parole delle persone che amo e rispetto. Poi nel finale, sempre se potrà interessare, comunicherò giusto un paio di cosine che mi riguardano.

Il video è piaciuto?

http://www.youtube.com/watch?v=TNVJp6-_BRI

A stasera popolo del metaverso..

(Immagini: Artemisia Gentileschi, Susanna e i Vecchioni; Antonio Ligabue, Leopardo con serpente; Goya, Fucilazione alla montagna del principe Pio; Antonio Ligabue, Aquila con colombo). Si ringrazia Marta Lanzius per la scelta delle opere.

sussurrato da: naadirahenjoys alle ore 08:31

martedì, 13 maggio 2008

Parlava con voi.

Sognava con voi.

Passava notti infinite a cercarvi.

Ma faceva sesso con me.

Pagandomi.

Mi mostrava soltanto una maglia grigia.

Il suo volto era un mistero.

Mi parlava poco.

Mi diceva: "Ora sai cosa devi fare".

Poi tornava a parlare all'infinito con voi.

Ed io ero lì ad aspettarlo per la volta dopo.

Il godimento successivo.

Voi eravate le Signore.

Io ero solo una Puttana,

nel nostro mondo virtuale.

Mandando avanti il nastro e saltando i passaggi,

sono diventata la sua Signora.

Un giorno capirò perché.

Tutti cerchiamo qualcosa.

Ma lui non la cercava di certo nell'escort che sono.

E questi pensieri perché è la prima volta che torno a casa e trovo un biglietto attaccato al monitor del computer.

E quelle due parole sarebbero sconvolgenti per chiunque.

Tranne per me.

Ma solo perché è troppo bello per essere vero.

sussurrato da: naadirahenjoys alle ore 19:44
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martedì, 13 maggio 2008
condreale

"Leggendo la prima pagina di Condominio Reale si viene subito catturati dallo scrittore che con uno stile chiaro e semplice riesce a rendere immediatamente simpatico il protagonista di questa storia.

Tutta la vicenda è caratterizzata da esasperazioni e descrizioni divertenti.

In effetti uno dei tanti pregi di questo libro è proprio la sua capacità di "strappare" più di un sorriso. L'autore non ha nessuna presunzione nell'esporre la sua critica, anzi, le sue provocazioni possono essere definite satira a tutti gli effetti.

Satira di cosa? Della società odierna, così mediaticamente ossessionata, satira dei rapporti umani "usurati" e condizionati dalla noia e dalla "visibilità inseguita".

Se si vuole trovare un difetto a questo libro si può citare la brevità e quel senso di amaro che si prova a non sapere "come va a finire".

In conclusione, è un libro consigliato a tutti, che si legge con piacere in un paio di ore.", Paky.

"Il romanzo descrive l'esasperante ricerca di fama e di immortalità da parte di quella fetta di persone capace di rinunciare persino ad una casa, in fase di eliminazione stile "grande fratello", pur di apparire in televisione e iniziare  il tour che vede come tappe le varie emittenti.

Ma parla anche di una rivoluzione sentimentale. C'è una storia d'amore che in apparenza non si nota, però si respira fin dall'inizio. E soprattutto, un messaggio finale che fa riflettere.

Forse perchè è la rivoluzione che sto vivendo io.

Si legge velocemente e fa parlare per giorni", Naadirah.

sussurrato da: naadirahenjoys alle ore 08:06

lunedì, 12 maggio 2008

http://www.youtube.com/watch?v=TNVJp6-_BRI

Naadirah Graves ha il piacere di presentarvi:

"Ciò che non avete mai osato ammettere,

ciò che avete sempre nascosto persino a voi stessi..

La menzogna che diventa a lungo andare verità.

Le catene ai polsi e le ali sulla schiena.

il “sì” della necessità, ma il represso “no”.

Violenze, ideali comuni, il pettegolezzo, la Giustizia, l’”esclusione”.

“IL BRANCO”.

14 maggio, ore 22.00, a Salimar.

Potrebbe sembrare uno “scherzo”.

Ma non lo è"

Brani della serata da: Milan Kundera, Pirandello, Chimo, Jack London, Kriton Athanasulis.

Voci di Terence, Bhastet, Roberto.

Ospiti: Paky, Darko, Alice.

Esperienza di Naadirah.

Si ringrazia Salimar per l'ospitalità.

sussurrato da: naadirahenjoys alle ore 17:08
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lunedì, 12 maggio 2008
show2

E dopo la Tamurriata...

la Tarantella!!

Il ballo dedicato ai migliori Lecchini...

 

sussurrato da: naadirahenjoys alle ore 12:49
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domenica, 11 maggio 2008

3

Milano, Museo della Scienza e della Tecnica..

2

Il sommergibile Enrico Toti..

4

Torino, Fiera del Libro..

5

Uomo in adorazione..

1

Migliaia di occhi puntati su parole scritte..

E poi.. Jacaranda, Edizioni di Latta, il nuovo libro di Dacia Maraini ed il suo autografo, i treni bloccati, la cena a mezzanotte, i vecchi ricordi, la nostra aria felice..

.. e l'aver avvertito che senza Second Life siamo più sereni..

Forse tutto questo è un segno.

Forse dobbiamo andare via per un po'.

Per non farci inquinare.

E perchè ci piace, per ora, ingozzarci di real life.

sussurrato da: naadirahenjoys alle ore 22:43

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